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Quando parliamo di violenza, la nostra mente corre subito a quella fisica, ai lividi e alle aggressioni. Ma la verità è che la violenza si esprime sotto molte forme, alcune più sottili ma non meno pericolose.
E, purtroppo, i numeri ci dicono che il problema è ancora enorme: solo nel 2024, in Italia, ci sono stati 113 femminicidi, la maggior parte commessi da partner o familiari delle vittime.
Anche in Europa le cose non vanno meglio. Secondo i dati dell’Eurostat, una donna ogni due giorni muore per mano del proprio compagno o dell’ex partner.
Le forme di violenza: non solo botte
La violenza non è solo fisica. Esistono diverse forme di abuso che spesso passano inosservate:
Violenza psicologica
Ti fa sentire sempre in colpa? Ti dice che sei tu a sbagliare, anche quando è chiaro che non è così?
La violenza psicologica è fatta di parole e atteggiamenti che minano l’autostima della vittima.
Un partner che ti isola dagli amici e dalla famiglia, che sminuisce i tuoi successi o che ti fa sentire costantemente incapace sta esercitando una forma di controllo subdola ma devastante. Frasi come “Sei una buona a nulla”, “Senza di me non ce la faresti mai”, “Se mi lasci ti rovino”, “Sei mia e di nessun altro” o “Nessuno ti vorrà mai” sono segnali da non sottovalutare!
La violenza psicologica è subdola e spesso è il primo passo verso forme più gravi di abuso.
Violenza economica
In una coppia/famiglia, la gestione dei soldi dovrebbe essere condivisa.
Ma cosa succede quando l’uomo decide che la donna deve restare a casa e dipendere economicamente da lui? O quando, pur lavorando entrambi, è solo lui a gestire il denaro?
Se lui inizia a controllare le spese, a chiederti di vedere gli scontrini, a rimproverarti per ogni acquisto, anche per vestiti o cose per i figli, è un segnale di allarme.
Frasi come “Tu non sai gestire i soldi, lascia fare a me” oppure “Hai speso troppo, ora decido io cosa puoi comprare” sono chiari indicatori di violenza economica.
Divario retributivo e discriminazione sul lavoro
In Italia, le donne guadagnano in media il 12% in meno degli uomini a parità di mansione/posizione.
Questo significa meno indipendenza economica oltre a rappresentare una vera e propria disparità che non ha alcun senso di esistere.
Inoltre, molte donne vengono discriminate sul lavoro, ad esempio con domande come “Hai intenzione di avere figli?” ai colloqui di assunzione, o con carriere bloccate perché “certe responsabilità sono più adatte a un uomo”.
Violenza sessuale e ricatti sul lavoro
Più di un milione di donne in Italia ha subito molestie o pressioni sessuali per ottenere o mantenere un impiego.
Nessuna dovrebbe trovarsi nella posizione di dover scegliere tra la propria dignità e la carriera. Frasi come “Se vuoi quella promozione, sai cosa devi fare” o “Dovresti essere più disponibile con me, altrimenti potrei trovare qualcun’altra per quel posto” sono minacce inaccettabili.

Fonte: Doppia Difesa e Osservatorio dei Diritti
Un problema che riguarda tutti, non solo le donne
Spesso la violenza viene vista come una questione femminile, ma in realtà riguarda anche gli uomini.
La maggior parte degli uomini non è violenta, e proprio per questo hanno un ruolo fondamentale: rifiutare atteggiamenti tossici, educare al rispetto, non giustificare comportamenti sbagliati tra amici e colleghi.
La violenza di genere non è un problema “delle donne”, è un problema della società intera, e solo insieme possiamo risolverlo.
Cosa possiamo fare?
Parlarne è il primo passo.
Troppe volte la violenza viene nascosta, minimizzata o giustificata con frasi del tipo “sono cose che succedono in una coppia”.
No, non devono succedere. Mai.
Se ti sei mai trovata in una situazione in cui ti sei sentita svalutata, minacciata o controllata, chiedere aiuto è fondamentale. Esistono centri antiviolenza e numeri di emergenza che possono darti supporto (in Italia, il 1522 è attivo 24 ore su 24).
E se non riguarda te, ma un’amica, una vicina o una collega?
Ascoltala, non giudicarla, e incoraggiala a cercare aiuto. Anche solo una parola di supporto può fare la differenza.

Fonte: Ministero dell'Iterno
Uniti per dire NO alla violenza
Angels in Run nasce proprio con questo obiettivo: creare consapevolezza, fare rete e dire a tutte le donne che non sono sole. La violenza si combatte con l’informazione, con la solidarietà e con il coraggio di non voltarsi dall’altra parte.
Se vuoi essere parte del cambiamento, unisciti a noi il 25 maggio a Verona. Corriamo e camminiamo insieme per un mondo senza violenza!
Ricorda: parte del ricavato dell’evento viene donato per sostenere progetti che aiutano le donne vittime di violenza a rinascere. Un piccolo gesto che porta a un grande risultato.